Una giornata da studente-atleta in un college americano
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Una giornata da studente-atleta in un college americano

By 16 Maggio 2020 No Comments

Mi chiamo Tommaso Favro, ho 21 anni e vivo in New Mexico, una parte meno conosciuta ma ricca di opportunità negli Stati Uniti. Sono uno studente-atleta alla Eastern New Mexico University, gioco a calcio ed ormai sono due anni che ho lasciato l’Italia per una vita “diversa”. Oggi inizia il racconto che spiega queste diversità, attraverso aneddoti ed ironia che contraddistingue noi italiani in giro per il mondo. Benvenuti a “Saturday Fever”

L’anno universitario americano si divide in due semestri che per uno studente atleta non sono uguali tra loro. Il primo semestre inizia ad agosto e finisce a dicembre. Questo periodo è il più complicato essendoci il campionato da giocare, che prevede lunghe trasferte (in aereo o pullman) e la perdita di diversi giorni di lezione a causa di questi viaggi, duranti i quali siamo in ritiro in hotel. Durante queste giornate in hotel, sono io a dare lezioni ai miei compagni di squadra essendomi conquistato il titolo di “professore del Ping Pong”, un’altra disciplina, oltre alla cucina, dove l’Italia regna sovrana in New Mexico. Il secondo semestre inizia a gennaio e termina a maggio. Questo periodo è più “soft” a livello organizzativo, perché in questi mesi il focus calcistico è sulla preparazione atletica e non si giocano partite fino ad inizio marzo, dove si fanno amichevoli o tornei che sono una vetrina per i giocatori e dove molti allenatori iniziano la fase di “recruiting” per l’anno successivo. Ma soprattutto, è il periodo di barbecue, feste e Spring Break, tutte categorie dove ho l’opportunità di tenere alto il nome del mio paese. Lo so, è un lavoro difficile anche quello, ma qualcuno lo deve pur fare.

Nella mia giornata tipo, la sveglia è alle 8.30 a.m., preparo la colazione, che prevede uova, pane tostato/ pancakes e succo di arancia. La prima lezione inizia alle 10 a.m. Finito lezione vado a mangiare, ci sono molti posti all’ interno dell’università dove si può mangiare tanto e gratis (si lo so, non ci credevo nemmeno io!!) e quando sento queste due parole (tanto e gratis) mi viene incredibilmente fame. Finito il pranzo verso le 2 p.m. è il momento di andare alla Greyhound Arena, dove ogni giorno faccio trattamenti (massaggi, vasche di ghiaccio, esercizi di prevenzione, cyclette etc.). Alle 4 p.m. lascio l’Arena e vado al campo. Devo arrivare al campo in tempo per il calcio-tennis prima dell’allenamento, dove è in corso una faida tra Europa e Sud America, con le fazioni guidate da Italia e Brasile. Brasiliani che puntano sulle qualità tecniche, sviluppate in anni di gioco scalzi sulla spiaggia, mentre Italia ed Europa scommettono sul lavoro di squadra, con distrazioni continue e intimidazioni all’ avversario. L’ allenamento inizia alle 4.30 p.m. e finisce alle 6.30. p.m. Dopo l’allenamento, torno alla Greyhound Arena per ulteriori massaggi o trattamenti se sono affaticato dai carichi di lavoro dell’allenamento. Torno a casa e preparo la cena o uno dei miei coinquilini lo fa, ma posso dire che la critica americana mi ha incoronato come chef. La cena è uno dei momenti più divertenti perché, vivendo con due Paraguayani, uno Spagnolo, un Messicano, un Salvadoregno ed un Francese, ci raccontiamo le diverse vite che abbiamo nei nostri paesi e come sono diversi gli uni dagli altri (vita sociale, discoteche, calcio, feste etc.) Da quello che ho capito, credo che il Paraguay sarà una delle mie prossime mete!! Il dopocena è caratterizzato da battaglie a bim,bum,bam, insulti personali, coalizioni e colpi alle spalle per evitare di lavare i piatti e successivamente da film, serie tv e videogiochi, mentre nel weekend da feste e cene con amici e ragazze.

Questa introduzione generale è servita per introdurre concetti come allenamenti, spring break, feste, amicizie, calcio, allenamenti, trasferte, viaggi etc. che verranno tutti analizzati nelle prossime settimane in nuovi episodi di “Saturday Fever”.

La mia nuova vita è ambiziosa, piena, eccitante e a volte complicata e per questo motivo la vivo sempre all’attacco! Se vuoi sapere come, ci sentiamo sabato prossimo con un altro episodio di “Saturday Fever”

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