"It's time for business" - Saturday Fever - Yeswecollege
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“It’s time for business”

By 23 Maggio 2020 No Comments

Benvenuti ad un nuovo episodio di “Saturday Fever”, il blog che racconta la mia vita americana da studente-atleta. La scorsa settimana ho raccontato della mia giornata tipo ed ho fatto un’introduzione alla mia nuova vita. È il momento di raccontare il giorno, o meglio i giorni più belli della settimana.

È il giorno della partita, che nel campionato nazionale americano significa due giorni a settimana, giocando sia il giovedì che il sabato. Il giovedì è anche giorno di università, quindi al mattino, se giochiamo in casa, vado in classe, ma penso solo alla partita. Inizia la lezione e tutti i miei compagni di classe cercano di motivarmi con parole dolci e gentili: “stasera perdete!” “vi massacrano”, il professore invece è un po’ più rude e sembra apprezzare la tattica europea del calcio tennis: l’intimidazione. “Se stasera perdete, ti metto una F nell’esame”. Grazie a questa “semplice” mattinata, posso giocare senza pressione, sono tutti dalla nostra parte! Il pranzo deve essere fatto 4 ore prima della partita, abbondante e completo (carboidrati e proteine). 4 ore prima può sembrare molto, ma quando arriviamo in spogliatoio ci sono banane e barrette come snack prepartita. Arriviamo alla Greyhound Arena 3 ore prima della partita, iniziamo con trattamenti (massaggi per scaldare i muscoli, stivali ad aria compressa per sciogliere contratture e favorire circolazione etc.), qualcuno fa stretching, altri fanno la cyclette. Tutti abbiamo cuffie e musica, l’atmosfera è molto rilassata e ognuno è concentrato. Dobbiamo essere in spogliatoio un’ora e quaranta minuti prima del fischio di inizio. In spogliatoio è sempre presente una cassa, dove mettiamo musica alta per caricarci, l’unico momento in cui la musica viene stoppata è quando il coach comunica formazione e spiega tecniche e tattiche sulla lavagna. Il riscaldamento inizia un’ora prima della partita. Prima di scendere in campo, con la musica sempre alta, ognuno si concentra a modo suo: i brasiliani ballano, alcuni palleggiano, io penso se denunciare il professore per le minacce ricevute. Inizia il riscaldamento, gli spalti si iniziano a popolare la musica risuona in tutto lo stadio e tutti sono focalizzati su esercizi e sequenze del riscaldamento. Torniamo in spogliatoio, per cambiarci prima della partita, mancano pochi minuti. Ci riuniamo in cerchio, parla il coach. Finisce il discorso, siamo carichi, mettiamo tutte le mani in mezzo e al tre gridiamo “Family!!”. Gridiamo famiglia perché in campo saremo fratelli, quando uno non ce la farà ci sarà un altro a coprirlo. Nessuno viene lasciato da solo! Entriamo in campo, lo speaker annuncia i giocatori, i compagni di università sono sugli spalti a sostenerci così come i professori ed ogni volta che sento “with number 26, from Busto Arsizio, Italy, Tommaso Favro” mi gaso come in discoteca quando parte la tua canzone preferita. Dopo l’annuncio è tempo dell’inno americano, suonato prima dell’inizio di ogni partita. Salutiamo gli avversari, ci riuniamo un’ultima volta, questa volta parla solo il capitano. La partita inizia, It’s time for business!!

Adrenalina, pressione e sudore sono le componenti principali di questa giornata. Non sempre è facile da sopportare, specialmente quando la pressione si fa sempre più costante e le aspettative diventano sempre più alte, per questo motivo ci alleniamo, non solo fisicamente ed atleticamente ma anche sulla mentalità . Se vuoi sapere come ci alleniamo per essere vincenti ed avere una mentalità vincente, l’appuntamento è sabato prossimo con un altro episodio di “Saturday Fever”

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